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Banche liquide, imprese senza credito E-mail

bancaA leggere le dichiarazioni dei politici, in Europa, questo doveva essere il momento in cui le cose cambiano. Doveva essere il momento in cui le banche smettono di essere dei casinò e diventano public utilities, società di rete al servizio dell’economia. Si parla di divorzio fra l’attività di credito e quella, più speculativa, di banca d’investimento: finiamola con le banche che si trasformano in fondi speculativi a debito, dimenticando il loro mestiere di accompagnamento alle imprese, o alle famiglie.

Peccato stia accadendo l’opposto, anche in Italia. Per effetto delle offerte di liquidità triennale illimitata della Banca centrale europea, gli istituti si stanno finanziando a costi irrisori e tornano a investire sui Btp con rendimenti significativi. Alcuni prendono prestiti anche allo 0,44% e incassano sui titoli di Stato rendimenti del 5% o più. Naturalmente è un bene: dando il via a questa operazione, la Bce ha riportato liquidità nel sistema.

Nel frattempo però le banche continuano a negare il credito alle imprese, mentre a loro viene offerta un’occasione di fare profitti di fatto senza rischi. Intanto le imprese non finanziate in Italia restano illiquide.

Questo è di nuovo un mondo a due velocità. Forse era necessario per ridare fiato al sistema finanziario. Ma non può durare molto, se i banchieri non vogliono perdere, ancora una volta, la loro legittimità sociale.

F. F.  dal CORRIERE DELLA SERA

 
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